
"Se
a te piace la vita tranquilla ed il sonno protratto a giorno pieno,
se ti seccano polvere e frastuono di ruote, allora ritirati a Ferentino".
Così scriveva il poeta romano Orazio all'amico Sceva, sottolineando
l'amenità del luogo.
Distesa su una collina aperta sulla valle del Sacco, tra i gruppi montuosi
degli Ernici e dei Lepini, l'antica Ferentinum conserva preziose testimonianze
di un remoto passato. Le sue origini sono incerte: probabilmente fondata
dagli Ernici, dal VI secolo a. C. risulta appartenere alla Lega Ernica,
costituitasi per difendere il territorio dagli attacchi delle popolazioni
vicine; un'altra ipotesi sostiene invece che Ferentinum nacque nel VI
secolo a. C. ad opera degli Etruschi.
Nel 413 a. C. i Romani la sottrassero ai Volsci per restituirla agli
Ernici. Dopo la sconfitta definitiva dei Volsci, Ferentino fu annessa
a Roma. Entrò presto nei possedimenti della Chiesa, diventando
il centro politico del territorio dell'alta Ciociaria allora chiamato
Campagna; vi soggiornarono diversi papi e imperatori.
L'aspetto attuale della città affascina il visitatore innanzitutto
per la grandiosità delle opere romane e preromane, sulle quali
si è sviluppata la Ferentino medievale che ancora oggi evoca
atmosfere d'altri tempi. L'imponente cinta muraria, che si estende per
2500 metri, è stata realizzata in opera poligonale nel IV secolo
a. C., con rifacimenti in opera quadrata del II e I secolo a. C. I successivi
interventi medievali hanno rispettato il circuito delle antiche mura,
a cui sono state aggiunte torri difensive. Nelle mura si aprono numerose
porte, alcune di notevole suggestione: Porta Sanguinaria, la più
conosciuta, in cui le epoche preromana, romana e medievale mostrano
le loro impronte in un'armoniosa fusione; Porta Maggiore o Casamari,
in opera quadrata con due archi a tutto sesto; Porta Montana, esposta
a nord; Porta S. Croce, simile a Porta Maggiore ma di dimensioni inferiori;
Porta Stupa o Porterula; Porta S. Agata o del Borgo; Porta S. Francesco
o Porta Portella.
All'interno delle mura, si erge la maestosa acropoli, dalle mura in
opera poligonale a cui è sovrapposta una struttura in opera quadrata.
Essa ingloba il Mercato coperto, suggestivo ambiente di epoca repubblicana
con 5 vani aperti da arcate a tutto sesto. Sulla spianata dell'acropoli,
si trovano il Palazzo Vescovile e la Cattedrale, eretta nelle attuali
forme nel 1108, che conserva un notevole pavimento cosmatesco, un candelabro
tortile e un ciborio del XIII secolo.
La perla degli edifici religiosi di Ferentino è la splendida
chiesa di S. Maria Maggiore, costruita nel XIII secolo in stile gotico-cistercense.
L'elegante facciata, decorata da bassorilievi, è aperta da tre
portali sormontati da un bel rosone centrale e due oculi laterali; l'interno
è semplice e austero nella parte anteriore, romanica, e tipicamente
cistercense nell'abside e nel transetto, con volte a costoloni e pilastri
polistili.
Un altro notevole monumento di epoca romana è il Testamento di
Aulo Quintilio Prisco, raggiungibile uscendo da Porta Casamari. E' un
singolare e raro monumento funerario epigrafo risalente al II secolo
d. C., in cui sono scolpite nella viva roccia le ultime volontà
di questo censore romano. Ricordiamo anche il Teatro romano, del diametro
di 54 metri, eretto nel I-II secolo d. C., e le vicine Terme.
Tra gli edifici religiosi, segnaliamo anche le chiese di S. Lucia, di
S. Agata e di S. Valentino.
Citiamo anche il medievale Palazzo Consolare, il possente Palazzo di
Innocenzo III, il duecentesco Palazzo dei Cavalieri Gaudenti, ornato
da un piano di bifore, il Palazzo De Andreis e il Museo Civico che ospita
alcuni reperti tra cui 7 epigrafi latine su cippi di marmo.
Le
suggestive rovine di Porciano vecchio
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Nei dintorni, le Terme Pompeo, le cui acque sulfuree-bicarbonato calciche
erano conosciute già dai Romani.
Ferentino ospita numerosi eventi; ricordiamo il Premio dialettale di
poesia a gennaio, l'Infiorata del Corpus Domini, il Corteo storico "Città
di Ferentino" a maggio e giugno, l'Agosto ferentinate e Ferentino
Comics. La gastronomia locale offre gustosi piatti della tradizione
ciociara, come fettuccine, gnocchetti e minestra col "panesotto";
tra i prodotti tipici, non mancate di assaggiare formaggi, vini, carni
e salumi della zona.
L'artigianato tradizionale si rivela nella lavorazione artistica del
rame e del ferro battuto.