- Sezione Speciale "Natura" -

La Caldara di Manziana (monumento naturale protetto)

Un luogo affascinante e misterioso, legato alla mitica "porta degli inferi" degli Etruschi. La Caldara di Manziana, a breve distanza dal Lago di Bracciano, un piccolo cratere in cui si trova un laghetto d'acqua calda, dove gas provenienti dalle viscere della terra danno vita a piccole polle ribollenti. Un fenomeno legato a un passato vulcanico non del tutto estinto.
E' stato istituito con legge regionale del 26 Settembre 1988. Questa legge ha lo scopo di salvaguardare questo ambiente naturale da speculazioni edilizie, caccia incontrollata e turismo abusivo. Il piccolo cratere si collega tra la zona vulcanica dei monti Sabatini e il territorio cerite (Cerveteri). L'ambiente è del tutto particolare: il suo cratere emana vapori sulfurei, il terreno é acquitrinoso, vi sono emissioni di getti di vapore, sul fondo ci sono fanghi sulfurei caldi.

caldara

animali di manziana

animali

A pochi chilometri dal rilievo dei Monti Sabatini
Questo luogo costudisce alcuni tra i più importanti tesori naturalistici della regione che, nella sua genesi, è ricollegabile all'attività vulcanica del complesso eruttivo Sabatino. Il vasto comprensorio circostante il lago di Bracciano, infatti, oltre ad essere in gran parte ricoperto da tufi e lave dell'antico complesso eruttivo pleistocenico Sabatino, è molto ricco di particolari forme di paesaggi frutto della passata attività vulcanica, come la Caldara di Manziana, rappresentata da un piccolo cratere periferico dell'apparato. La morfologia craterica è ben riconoscibile dal centro circolare che delimita un piccolo fondovalle perfettamente pianeggiante, riempito da fanghi solfurei.

Del tutto insospettato all'interno del cratere prospera un boschetto di betulle, specie estranea alla vegetazione del compresorio dove prevalgono la macchia mediterranea ed i querceti di roverella e cerro.
La presenza di questo albero tipico della flora centro europea e montana, si può far forse risalire alle antiche foreste di clima fresco-umido formatesi dopo il ritiro dei ghiacci quaternari di cui il boschetto di betulle potrebbe costituire un ultimo residuo sopravvissuto grazie al microclima umido e al suolo acido. L'area é frequentata da numerosi uccelli stanziali e migratori, da mammiferi come il tasso, l'istrice, la martora ed il cinhghiale. Interessanti gli invertebrati che frequentano le acque solfuree.
90 ettari di superficie, l'area è suddivisa in due zone: la zona A considerata a maggior tutela, per l'osservazione dell'evoluzione del sistema naturale; la zona B che comprende la restante parte, destinata a scopi turistici e a diverse attività di tipo didattico-educative. La zona circostante è molto ricca di testimonianze storiche
di epoca romana ed etrusca

Bosco di manziana

Gli "Archi di Boccalupo" nei pressi di Manziana

Archi di Boccalupo

Lungo la strada che costeggia il lago di Bracciano, si oltrepassa sulla destra, il bivio chiuso, per le terme di Vicarello, nel sito di un importante centro termale romano con il nome di "AQUAE AURELIANE". Nei pressi degli stabilimenti moderni si trovano numerosi ruderi di terme e di ville dell'era imperiale. Dalle sorgenti di questa zona traeva origine l'acquedotto di Traiano (acqua Paola) che fu costruito nel 109 d.C. per rifornire soprattutto il quartiere Trastevere di Roma.

VqQuesta sezione è stata sviluppata in collaborazione con:
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