Nei dintorni di Viterbo, su un pianoro disteso tra i fossi dell'Acqua Rossa e Vezzarella, giacciono solitari i ruderi dell'antica città, in origine etrusca poi romana, di Ferento, definita, in un epigrafe del II secolo d. C., "splendidissima civitas".
Diede i natali a Flavia Domitilla, moglie di Vespasiano e madre di Tito. Fu questo il periodo di massimo splendore della città, allorché fu eretta la maggior parte degli edifici.
Era attraversata dalla Ferentiensis, che aveva la funzione di decumano (oggi parzialmente visibile), con il magnifico e ben conservato teatro, il foro, l'augusteo, le terme e diversi luoghi di culto.
Durante l'alto Medioevo intorno al teatro furono costruite abitazioni e botteghe; degli edifici di questo periodo oggi non rimangono scarsi ruderi. Nel 1172 la città fu distrutta dai Viterbesi, che incolparono di eresia gli abitanti di Ferento poiché rappresentavano Cristo con gli occhi aperti anziché chiusi.
Dell'antica città oggi possiamo ammirare soprattutto il Teatro, costruito in blocchi di tufo e mattoni; notevole la serie di 28 arcate che cingevano l'orchestra. Oggi rappresenta una incantevole cornice di spettacoli teatrali, musicali e di cabaret.


 

 

 

Informazioni utili

Da Roma: si percorre la via Cassia fino a Viterbo, da cui si prosegue sulla strada che conduce a Ferento. In autostrada: dalla A1 Roma - Firenze, si esce al casello di Orte, proseguendo sulla superstrada per Viterbo, da cui si procede come sopra indicato.

Copyright © 1998/2006 - Paul Sassine - Design Development