Sorge alle pendici del monte Calvario, in un territorio in parte occupato dalla boscosa Macchia Grande di Manziana, oggi area protetta, caratterizzata dalla presenza di alberi d'alto fusto, per lo più cerri. Quest'area rappresenta l'ultima testimonianza della lussureggiante Sylva Mantiana, che un tempo ricopriva i monti Ceriti, Sabatini e della Tolfa.
Il toponimo potrebbe derivare dal dio degli inferi etrusco Manthus, da cui ebbe origine anche il nome di Monterano; l'associazione a scenari infernali è probabilmente dovuta alle polle di acqua calda con emissione di gas sulfurei della vicina Caldara, Monumento Naturale dal 1988.
Le prime notizie storiche risalgono al tardo Medioevo, quando i Prefetti di Vico edificarono il castrum Sanctae Pupae, che divenne castrum Mantianae nel '600.
In paese, segnaliamo Palazzo Tittoni e la chiesa cinquecentesca di S. Giovanni Battista, progettata da un allievo del Vignola, Ottaviano Nonni detto il Mascherino.
Una delle più antiche attività della zona, derivante dall'attività vulcanica, è l'estrazione della trachite, detta anche pietra di Manziana, conosciuta per la sua resistenza al fuoco.
Tra gli eventi che hanno sede a Manziana, ricordiamo la Mostra di antiquariato ed artigianato, la Festa della primavera che premia il miglior balcone fiorito, la Festa di S. Giovanni Battista a fine agosto e la Festa di S. Lucia a dicembre.
La gastronomia locale si esprime in piatti legati alle tradizioni, come la pizza di Pasqua, i maccheroni di Natale e il pane dei morti, da una ricetta etrusca.

Sezione Speciale natura :
La Caldara di Manziana monumento naturale protetto.

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Da Roma: si segue la via Cassia e, in località La Storta, si prende la via Claudia Braccianese che dopo aver superato Bracciano, raggiunge Manziana.

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