
Dal
"centro geografico dell'Etruria", secondo una definizione
del Dennis, situato sul bordo del cratere che ospita il lago di Bolsena,
si può ammirare uno spettacolare panorama che spazia dai monti
Cimini ai monti della Tolfa, dal monte Amiata all'Appennino centrale,
nonché sul sottostante lago di Bolsena, punteggiato dalle isole
Bisentina e Martana.
L'origine del toponimo è forse da attribuire ai falisci (Mons
faliscorum), che si sarebbero insediati in quest'area in seguito alla
distruzione dei loro abitati da parte dei romani.
Nel 726 entrò a far parte del patrimonio della Chiesa. Libero
comune dal XII secolo, fu conquistato da Federico II nel 1240; passò
poi ai Vico e, nel 1434, ai Bracceschi, prima di tornare allo Stato
pontificio.
Fin dal Medioevo Montefiascone ebbe buoni rapporti con la Chiesa; venne
frequentata da vari papi, oltre ad aver dato i natali ad alcuni pontefici.
La visita ai capolavori che questa cittadina offre ai suoi ospiti può
prendere l'avvio dalla chiesa di S. Flaviano, originale edificio costituito
da due chiese sovrapposte. La chiesa inferiore, eretta in stile romanico
nel 1032, fu rimaneggiata in seguito da papa Urbano IV; custodisce pregevoli
affreschi di vari periodi, e dei bellissimi e variegati capitelli. Una
scala di 39 gradini conduce alla chiesa superiore, orientata in senso
opposto, dove è conservato il trono di Urbano IV.
Il borgo antico, a cui si accede dalla settecentesca Porta Aldovrandi,
offre ai suoi visitatori la suggestione di un'atmosfera particolare,
rafforzata da numerosi dettagli di sapore antico: le stradine lastricate,
gli archi, le targhe delle vie in ceramica smaltata.
Da visitare anche il maestoso Duomo, dedicato a S. Margherita, costruito
in età rinascimentale su disegno attribuito al Sanmicheli; nel
'600 venne eretta la cupola, progettata da Carlo Fontana. La cripta
ottagonale, forse opera del Bramante, custodisce le spoglie di S. Margherita.
Altro sito da non mancare è la duecentesca Rocca dei Papi, eretta
nel punto più elevato del paese, da cui si può ammirare
un incantevole panorama del lago di Bolsena; fu luogo di soggiorno e
di rifugio per molti papi e cardinali.
Tra le chiese, citiamo anche la romanica S. Andrea, con interessanti
capitelli lombardi ad ornare l'interno, e S. Maria di
Montedoro,
sulla strada per Marta, opera cinquecentesca realizzata da Sangallo
il Giovane, a pianta circolare.
A Montefiascone visse, intorno alla metà del '700, l'abate Giovan
Battista Casti, autore del poema "Gli animali parlanti".
I sapori del territorio sono ben rappresentati dall'olio extravergine
di oliva e dal famoso vino "Est!Est!!Est!!!", a cui è
dedicata una Fiera nel mese di agosto, nel corso della quale un imponente
corteo rievoca la leggenda che ebbe come protagonista lo squisito nettare.
"EST!
EST!! EST!!! PER IL TROPPO EST QUI MORI' IL MIO SIGNORE GIOVANNI DEFUC"
Questo insolito epitaffio è scolpito sulla lastra tombale del
prelato tedesco Giovanni Defuc, custodita nella chiesa di S. Flaviano.
Secondo la leggenda, nel 1111, in occasione di un viaggio a Roma per
l'incoronazione di Enrico V, questo nobile tedesco, amante del vino
e della buona tavola, mandò avanti il suo servitore Martino con
il compito di segnalare i luoghi in cui si poteva bere del buon vino,
scrivendo la parola "Est" (C'è), oppure "Est Est"
in caso di un vino davvero pregevole, all'ingresso dell'osteria.
Arrivato a Montefiascone, dopo aver degustato il moscatello del luogo,
ne fu talmente deliziato che scrisse "Est! Est!! Est!!!".
Defuc approvò in pieno i gusti del suo servitore, tanto che decise,
di ritorno da Roma, di stabilirsi a Montefiascone, dove morì
nel 1113.
