
L'antica
Tuscana, citata già da Plinio il Vecchio che definì i
suoi abitanti Tuscanienses, sorge su una collina tufacea tra il lago
di Bolsena e il mar Tirreno, nella valle del Marta.
Le leggende riguardo alle sue origini indicano come suoi probabili fondatori
o Ascanio, figlio di Enea, o Tusco, figlio di Ercole e di Araxe, regina
degli Sciiti.
Il suo territorio fu frequentato fin dall'età del Ferro, anche
se i primi insediamenti stabili, che avevano il loro fulcro nel colle
di S. Pietro, risalgono al periodo etrusco, come testimoniano le necropoli
scoperte nella zona.
Tra le principali, ricordiamo quella della Madonna dell'Olivo, che conserva
monumenti funerari per lo più di età ellenistica tra cui
le tombe dei Curunas, che hanno restituito dei notevoli sarcofagi oggi
al Museo archeologico di S. Maria del Riposo, la labirintica Grotta
della Regina e la tomba delle Amazzoni, decorata con scene di Amazzonomachia;
il sepolcreto di Pian di Mola, con l'eccezionale tomba a casa dotata
di portico a quattro colonne e ornata da motivi scultorei; la necropoli
della Peschiera, in cui spicca la tomba a dado; la necropoli di Carcarello,
esplorata dai Campanari nell'800, con la tomba dei Vipinana, utilizzata
dal IV al II secolo a. C.
Nel III secolo a. C. fu occupata dai Romani, annessa alla tribù
Stellatina e, dopo la guerra sociale del 90 a. C., eretta a Municipio.
Durante le invasioni barbariche, l'abitato si spopolò; rifiorì
a partire dall'VIII secolo. Un atto di ribellione a papa Bonifacio VIII
le costò la modifica del nome in Toscanella; solo nel 1911 la
città è potuta tornare all'antico nome.
Il centro storico è quasi interamente cinto da mura e torri quattrocentesche,
aperte dalle porte di Poggio e di S. Marco. Dopo il terremoto del 1971,
è stato in gran parte ricostruito.
Notevole il patrimonio monumentale che offre ai suoi visitatori: antiche
chiese, palazzi signorili, piazze impreziosite da eleganti fontane.
Tra le chiese, citiamo la romanico-gotica S. Maria della Rosa, dalla
facciata asimmetrica aperta da tre portali, custode di un'ancona lignea
del tardo '500; S. Marco, con affreschi trecenteschi all'interno; la
rinascimentale cattedrale di S. Giacomo, dall'interno settecentesco
che ospita pregevoli opere del '400; S. Silvestro, eretta nel XIV secolo
ma rifatta nel '600, che custodisce un affresco trecentesco dell'Albero
della Vita; S. Francesco, in cui possiamo ammirare un bellissimo affresco
del '400 raffigurante la Crocifissione.
Gli edifici civili offrono altrettanti spunti d'interesse: ricordiamo
i palazzi Fani-Ciotti, Campanari e il quattrocentesco Palazzo Spagnoli.
Appena fuori dalle mura è d'obbligo una sosta all'ex convento
di S. Maria del Riposo, sede del Museo Nazionale Archeologico, che ospita,
tra l'altro, i sarcofagi delle tombe dei Curunas e dei Vipinana.
Ma le meraviglie di Tuscania non sono finite: sul colle di S. Pietro
si trovano, solitari, i suoi gioielli più preziosi: le chiese
di S. Maria Maggiore e, più in alto, di S. Pietro.
S. Maria Maggiore risale all'VIII secolo ma le forme attuali sono principalmente
del XII secolo. La facciata, preceduta da una poderosa torre romanica,
presenta tre portali riccamente decorati; all'interno, fonte battesimale,
pergamo e affreschi duecenteschi.
La chiesa di S. Pietro è un vero capolavoro dell'architettura
romanico-lombarda; fu eretta nell'VIII secolo ad opera di maestri comacini,
e modificata nel XII e XIII. Lo spiazzo erboso che precede la chiesa,
con le torri e il Palazzo Vescovile, evoca fortemente atmosfere d'altri
tempi. Nell'armoniosa facciata, aperta da tre portali, spicca il rosone
finemente decorato; l'interno a tre navate conserva parte del pavimento
musivo. La cripta presenta 9 navate con volte a crociera sostenute da
28 colonne romane.
Tra le manifestazioni, segnaliamo la processione del Venerdì
Santo, la Mostra dell'artigianato, antiquariato e libri a maggio e la
festa di S. Antonio abate a gennaio, con sfilata dei butteri e degustazione
di frittelle di cavolfiore. La gastronomia tradizionale offre pasta
fatta in casa, acquacotta, arrosti e dolci.
L'artigianato locale si esprime nella lavorazione della ceramica, del
legno e del pellame.

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Informazioni
utili
Comune
tel. 0761/443374
e-mail: tuscani@tin.it
Ufficio Turistico
tel. 0761/436371
Museo Archeologico
tel. 0761/436209
Da Roma: si segue la via Cassia fino a Vetralla, oltre la quale
si svolta a sinistra per Tuscania. Per la via Aurelia: la si percorre
fino a Tarquinia, svoltando poi a destra per la strada che raggiunge
Tuscania. In autostrada: si segue la A12 Roma - Civitavecchia fino alla
sua confluenza nella via Aurelia in direzione di Tarquinia; si prosegue
come sopra indicato.
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