La via Flaminia fu realizzata intorno al 220 a. C. da C. Flaminio con lo scopo di rimettere in comunicazione Roma con l'Italia del nord; in alcuni casi veniva preferita all'Aurelia. In età medievale era denominata via Ravennana, e la sua funzione era di collegare Roma con i possedimenti della Chiesa siti nel Lazio, in Umbria e in Romagna.
La via Tiberina fu probabilmente restaurata successivamente alla distruzione di Veio, nel periodo di dominazione dell'area falisco-capenate. La strada percorreva la valle del fiume Tevere, risalendola fino alla zona del Monte Soratte per poi spingersi in Sabina; da qui entrava in Umbria, andandosi a ricollegare con la Flaminia.
L'esplorazione di questo territorio che risale la sinuosa Valle del Tevere, frequentata, già prima dei Romani, agli antichi popoli dei Falisci e dei Capenati, oltre che dagli Etruschi, vi permetterà di scoprire luoghi ricchi di
attrattive: l'area archeologica di Lucus Feroniae, l'antico bosco sacro alla dea Feronia; le affascinanti forre e cascate del fiume Treia, tra resti medievali e insediamenti falisci; l'alto sperone tufaceo sul quale si erge Calcata, il paese degli artisti; il silenzio degli eremi del "candido Soratte", cantato da Orazio e da Virgilio; le suggestioni cromatiche dell'Abbazia di S. Andrea in Flumine, presso Ponzano Romano.
In viaggio, non mancate di assaporare la prelibata gastronomia locale: le gustose carni di pecora e di maiale, i saporiti formaggi di pecora, i dolci tradizionali come il pangiallo di Riano e i tozzetti, lo squisito olio extravergine di oliva, il tutto accompagnato dal delicato Bianco Capena D.O.C.
>>> approfondimento storico del Dott. Mario Ierardi
 
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