Introduzione
La via Flaminia fu costruita nel 223 o forse nel 220 a. C. da C. Flaminio per cercare di ricollegare Roma con l'Italia settentrionale e in certi casi veniva preferita all'Aurelia. La strada fu restaurata sotto Augusto e da Vespasiano, da Traiano e Adriano. Nel Medioevo veniva chiamata via Ravennana ed era adibita a ricollegare Roma con i domini della Chiesa che si trovavano nel Lazio, Umbria e Romagna.

Il percorso
La strada iniziava il suo itinerario dalle mure serviane attraverso la Porta Fontinalis che si trovava nei pressi del Campidoglio e poi proseguiva verso Ponte Milvio. Nel tratto della via Flaminia, fuori Porta del Popolo, vi erano numerosi mausolei di età romana che sono stati devastati dall'intensa urbanizzazione avvenuta nel nostro secolo. Resti di mausolei furono scoperti durante la costruzione della Cassa Nazionale del Notariato, durante la realizzazione del quartiere Flaminio (via del Pinturicchio), sotto la chiesa di S.Andrea del Vignola ed un altro presso Ponte Milvio di cui resta un nulcleo in cemento. L'antico Ponte milvius costituiva uno dei pochi punti per attraversare il fiume in direzione nord e nella sua zona oltre alle numerose taberne, scali fluviali-commerciali, lupanari abbiamo testimonianza dell'esistenza di un arco dedicato ad Augusto e di una torre medievale di cui non abbiamo più traccia. Superato il ponte prendiamo il viale di Tor di Quinto e dopo meno di mezzo Km intravediamo la Torre Lazzaroni. Si tratta di una torre medioevale sorta sui ruderi di un sepolcro romano. Proseguendo sul nostro itinerario sono visibili, in un giardino pubblico, i resti del tamburo di sepolcro. I resti di questo mausoleo cilindrico furono ritrovati nella zona di Porta del Popolo e poi collocati nella villa Blanc di via Nomentana, vicino S.Agnese, utilizzando per lo zoccolo dei materiali moderni. (1).
Un vecchio tratto della via Flaminia è stato trovato nei pressi di un centro sportivo delle Marina militare, mentre sul lato prospiciente al Tevere furono rinvenuti dei ruderi identificati con delle fornaci industriali risalenti al I sec. a.C. Proseguendo sulla via Flaminia possiamo vedere, nei pressi del ristorante Castello Tor di Quinto, i ruderi dell'antica torre medioevale di Tor di Quinto che fu costruita sui ruderi di un sepolcro romano. (2) Proseguendo sulla via Flaminia troviamo, nei pressi della Località Monte delle grotte i resti di una villa repubblicana della seconda metà del II sec. a.C e nelle vicinanze, presso gli impianti di una Società di Macinazione, si trovano i resti della tomba dei Nasonii (3). Proseguendo sulla via Flaminia troviamo una vasta necropoli nei pressi della zona di Grottarossa (Km 9).
Proseguendo verso il fosso della Crescenza possiamo vedere, prima del GRA, alcuni blocchi di tufo che facevano parte di un ponte che è visibile in un'antica mappa risalente al 1547. (4) In questa zona vi era anche un abitato ora scomparso di cui faceva parte una torre denominata "Delle Due Case".
Superato il raccordo anulare sulla sinistra, prima di arrivare a Saxa Rubra, sono visibili i resti di un mausoleo romano, noto come tomba Celsa, risalente I sec. d.C. , ma utilizzato anche nei secoli successivi . Più avanti sulla sinistra è stata individuata una necropoli (5)
Proseguendo sulla Flaminia giungiamo a Saxa Rubra il cui nome deriva dal tufo di colore rosso che si trova nella zona. In questa località esisteva un'antica stazione di posta. (Mutatio ad Rubras) (6). Per commemorare la battaglia che si svolse tra Saxa Rubra e il ponte Milvio Pio IX fece erigere a Prima Porta una lapide per ricordare l'evento. Nella medesima piazza, addossata alla chiesa di SS. Urbano e Lorenzo si possono vedere i resti di un arco che poteva appartenere ad una porta o ai resti di un acquedotto che faceva parte della villa di Livia (7)
Tra via della Giustiniana e via della villa Livia si erge una piccola altura sulla quale sono visibili i resti deteriorato della Torre di Orlando che risalirebbe al XVI secolo. Giunti nei pressi di via Delle Galline bianche si trovano io resti della famosa [villa di Livia] dove furono ritrovati importanti affreschi conservati presso il Museo Nazionale Romano posto nella sede di Palazzo Massimo alle Terme (8) e la famosissima statua di Augusto conservata ai Musei Vaticani che malgrado le caratteristiche legate alla carica rievoca nella postura il celebre Dorifo di Policleto. Superato il cimitero, incontriamo sulla destra al Km 16, 1i resti della tomba di Centocelle che ospitava diciassette nicchie. Inoltrandoci oltre giungiamo a vedere la torre medioevale di Pietra Pertusa situata presso una azienda agricola (9). Giunti in località [Malborghetto] possiamo vedere incastonato in un casale i resti di un arco risalente al IV secolo d.C. Proseguendo sulla via Flaminia una strada ci porta verso [Riano] e ritornanti indietro possiamo proseguire fino a Morlupo dove in località "Il Muraccio" (Km 31, 3) sono visibili i resti di una catacomba denominata "Ad Vicesimus" (10). Proseguendo molto oltre sulla Flaminia giungiamo alla località [Rignano Flaminio] dove possiamo ammirare i resti di un sarcofago del II sec. d.C, la chiesetta di SS. Abbondio e Abbondanzio e la [Catacomba di Teodora]. Superata Rignano proseguiamo sulla consolare fino al bivio per S. Oreste e ci dirigiamo, superato il Soratte, verso [Civita Castellana] (11). Oltre questa città la strada prosegue ancora per un tratto e poi entra in territorio umbro.

(1) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA-ASSESSORATO SPORT E TURISMO, Via Flaminia e Tiberina, Roma, Bonsignori, 1993, vol. 2, p. 24
(2) C. CALCI G.MESSINEO, La via Flaminia antica dal Campidoglio al Soratte, Roma, Quasar, 1991, p. 10
(3) Ivi, pp. 12-13
(4) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA-ASSESSORATO SPORT E TURISMO, cit, p. 42
(5) Ivi, p. 44
(6) C. CALCI G.MESSINEO,cit, p. 15
(7) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA-ASSESSORATO SPORT E TURISMO, p. 46
(8) SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIACA DI ROMA, Museo Nazionale Romano. Palazzo Massimo alle Terme, Milano Electa, 1998, pp50-53
(9) C. CALCI G.MESSINEO,cit., p. 24
(10) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA-ASSESSORATO SPORT E TURISMO,cit, p. 70
(11) Nel Forte Sangallo di Civita Castellana è stato allestito il Museo Archeologico dell'Agro falisco, REGIONE LAZIO ASSESSORATO ALLA CULTURA, Civita Castellana. il Museo Archeologico dell'Agro falisco, Roma, Quasar, 1991, p. 6


VIA TIBERINA
Introduzione
La via Tiberina fu probabilmente restaurata dopo la distruzione di Veio e durante la sottomissione della zona falisco-capenate. La strada risaliva la valle tiberina, per raggiungere la zona del Monte Soratte e inoltrarsi in Sabina per poi giungere in Umbria e riallacciarsi con la Flaminia.

Il percorso
Lasciata la Flaminia prendiamo la via Tiberina per giungere nei pressi del cimitero Flaminio, dove al suo interno furono rinvenuti i resti di una villa romana . Proseguendo oltre la Tiberina possiamo giungere a vedere i resti di due ipogei paleocristiani . Il primo si estende su una lunga galleria, mentre il secondo è situato in un ambiente rettangolare scavato nel tufo Tra questa zona e la città di Capena, nella zona di Monte la Casetta possiamo vedere una catacomba paleocristina che fu scoperta nel secondo decennio del Novecento. Ritornati sulla via Tiberina giungiamo alla celebre località di [Lucus Feroniae]. Non lontano da questa località si trova la villa dei [Volusii Saturnini] e più oltre, proseguendo sulla via Tiberina (Km 19, 3), si trovano i resti di una villa rustica che fu scoperta nei primi anni Settanta del nostro secolo. Ritornando verso Lucus Feroniae posiamo inoltrarci verso [Capena] o proseguire sulla Tiberina in Direzione di [Fiano Romano] e [Civitella S.Paolo]. (2)

(1) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA-ASSESSORATO SPORT E TURISMO, Via Flaminia e Tiberina, Roma, Bonsignori, 1993, vol. 2, p. 12
(2) Per queste località del territorio capenate (Capena, Lucus Feroniae, Fiano Romano, Civitella S. Paolo) si consiglia di vedere il seguente libro: REGIONE LAZIO ASSESSORATO ALLA CULTURA, Il territorio capenate, Roma, Quasar, 1992.


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