1. Storia
La via Nomentana in origine si chiamava Ficulensis (1) perché portava alla località di Ficulea, poi venne chiamata Nomentana perché si dirigeva a Nomentum località che si trova nei pressi dell'attuale Mentana. Il tracciato moderno ripercorre quello antico, ma la strada in origine usciva dalle mura aureliane attraverso la Porta Nomentana, che si trova presso Castro Pretorio. Attualmente, invece, la strada inizia il suo percorso da Porta Pia per arrivare, dopo Mentana, ad incrociarsi con la Salaria (2)

2. L'itinerario
Anticamente esisteva la Porta Nomentana, che venne chiusa da Pio IV (1559-1565) per aprire la nuova Porta Pia realizzata su progetto di Michelangelo.
Proseguendo sulla Nomentana incontriamo l'ingresso, nei pressi di via dei villini, delle catacombe di Nicomede di cui non ci rimane traccia a seguito delle costruzione del Ministero dei Trasporti e dei Lavori Pubblici.
Inoltrandoci sulla Nomentana incontriamo la [villa Torlonia] sotto la quale esisteva una catacomba ebraica composta da due aree cimiteriali risalenti al II e al III sec. d.C.
Proseguendo, poi, ancora sulla Nomentana giungiamo, sulla sinistra al [complesso di S. Agnese], importante per i resti della basilica costantiniana, per la nuova basilica voluta da Onorio I (625-638), per le catacombe e il mausoleo di Costantina o S. Costanza (3).
Poco dopo l'istituto Mery Mound é visibile un [mausoleo cilindrico] di epoca romana che anticamente si trovava sulla antica via Flaminia nei pressi di Tor di Quinto.(4)
Inoltrandoci ancora sulla via Nomentana troviamo al civico N. 6 di via Asmara l'ingresso del Cimitero Massimo [Coemeterium Maius]; si tratta di un'altra area cimiteriale risalente al III sec. d.C. dove furono sepolti cinque martiri: Alessandro, Emerenziana, Felice, Papia e Vittore.(5)
Giunti verso la batteria Nomentana troviamo, in piazza Elio Callisto, un altro monumento funerario, che per le sue caratteristiche é stato soprannominato, dagli abitanti del luogo, come ['Sedia del Diavolo']. Si tratta di un sepolcro romano di epoca antonina.(6)
Proseguendo sulla via Nomentana giungiamo, prima del Ponte Tazio, ad un bivio che staccandosi da destra conduce al [Ponte Nomentano] che é visibile dai giardini posti sul lato desto situati prima e dopo il ponte Tazio.(7)
Superato il ponte Tazio giungiamo a piazza Sempione e nei giardini, verso l'interno, si trova un mausoleo di epoca imperiale. Tutta la zona di piazza Sempione e di Montesacro era denominata ['città giardino'] perché ci si voleva ispirare, nel piano edificatorio preparato dal Giovannoni, al modello anglosassone delle "garden-city" . Di fatto le opere costruttive furono affidate al 'Consorzio Città Giardino Aniene' che era costituito dall'Unione Edilizia Nazionale e dall'Istituto Case Popolari. Intervennero nei lavori anche sei cooperative e le prime case cominciarono ad essere costruite negli anni 1919-1920 (8).
Prendendo viale Adriatico e poi via delle Vigne Nuove (che ricalca in gran parte l'antica via Patinara) giungiamo ad una strada senza uscita, posta sulla destra, denominata via Passo del Turchino. Dopo averla percorsa tutta (circa 600 m.) possiamo vedere sul lato sinistro, nei campi posti oltre una balaustra, i resti della cisterna che faceva parte della [villa del liberto Faonte] dove Nerone si suicidò prima dell'arrivo dei partigiani di Galba. (9).
Oltre alle numerose necropoli e mausolei incontrati sulla via Nomentana, sappiamo che nella zona montesacrina vi erano numerose 'villae suburbanae' in prevalenza di tipo sobrio, ma alcune erano degne di rilievo. Superando piazza Sempione dove si trova la chiesa degli Angeli Custodi giriamo verso destra per riprendere la Nomentana.
Resti di materiale archeologico di epoca romana sono visibili in un villino posto in piazza Monte Torrone e nei giardini privati presso lo stabilimento dell'Acqua Sacra posto in via Monte del Furlo (10).
Giunti all'altezza di via Zanardini possiamo vedere l'antico [Casale dei Pazzi] che fu costruito dalla famiglia fiorentina durante il pontificato di Sisto IV (1471-1484) (11).
Superato il casale e ripresa la Nomentana possiamo vedere all'angolo con viale Kant alcuni blocchi di tufo e travertino che facevano parte di un ponte di epoca repubblicana che superava il fosso di Cecchina-Casal de'Pazzi. (12).
Poco più avanti sulla destra incontriamo il parco di Aguzzano e il [Torraccio della Cecchina] (Km. 9,200), monumento funerario di epoca antonina trasformato, nel medioevo in torre di guardia. Superato il raccordo anulare dopo 500 m possiamo vedere sulla sinistra (Km. 12,300), nei pressi di un distributore di benzina, i resti di basolato romano appartenenti alla strada antica.
Proseguendo sulla via Nomentana giungiamo alle catacombe di S. Alessandro (Km. 13), il cui nucleo originario risale al III sec.d.C., dove furono sepolti tre martiri: Alessandro, Etenzio e Teodulo (13).
Tralasciando quest'area cimiteriale giungiamo, all'altezza di via Francesco Guglielmo (Km 13,700), ai ruderi di un altro sepolcro romano di epoca augustea o successiva denominato [Torraccio di Capobianco] o Torre di Castiglione. Prendendo sulla sinistra via Dante Maiano sono visibili i resti di una villa residenziale del I sec. d.C. che dopo un periodo di abbandono venne riutilizzata nel IV secolo per lo svolgimento di attività economiche: sono state trovate delle fornaci, delle vasche e dei dolii.
Proseguendo sulla via Nomentana al km 16, sulla sinistra, sono stati trovati altri tratti di basolato romano appartenenti all'antica strada, mentre sulla destra (km 17) é visibile una torre, costruita probabilmente nel XIII secolo, che faceva parte del casale di S. Antonio: il toponimo deriva dal fatto che il casale entrò a far parte, nel XVII secolo, dei beni di proprietà del monastero di S. Antonio.
Continuando il nostro percorso giungiamo alla zona di Tor Lupara che deriva il suo nome dalla presenza di una torre medioevale che anticamente si chiamava torre di S. Stefano. Nel 1286 fu ceduta al monastero di S. Agnese e l'aspetto attuale deriva da restauri di epoca moderna. (14).
Ripresa la via Nomentana al Km 19, sulla destra, troviamo il mausoleo della Torricella o Torre Mancini. Si tratta di un sepolcro alto 9 metri e composto da due camere sovrapposte; fu costruito in epoca romana e venne riutilizzato nel medioevo con la funzione di torre di avvistamento (15).
Oltrepassato il mausoleo, al Km. 20,500 si trovano i resti di un muro in laterizio intervallato da nicchie e contrafforti. Superato il muro giungiamo, dopo pochi chilometri, a Mentana nei cui pressi si trovava l'antico sito di Nomentum da cui la strada prese il nome.
A Mentana sono visibili dei resti che provengono da Nomentum sui muri di una casa situata a piazza Garibaldi.
Superata Mentana all'altezza del Km 24 la via Nomentana si incrocia con la via Salaria e il tracciato successivo, in cui troviamo la Necropoli di Colle del Forno, verrà trattato nell'ambito della via Salaria.


(1) 'Via Nomentana, cui tum Ficulensis nome fuit...', Livio, Ab Urbe condida libri, III, 52
(2) L.QUILICI, Le strade. Viabilità tra Roma e Lazio, Roma, Quasar, 1990, pp. 65-66
(3) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA-ASSESSORATO SPORT E TURISMO, Via Salaria e via
Nomentana, Roma, Bonsignori,1996, vol. 10, pp. 74-82. Per il comprensorio di S. Agnese cfr. la monografia di
A.P. FRUTAZ, Il complesso di S. Agnese, Roma, Nova Officina Poligrafica Laziale, 1992.
(4) S. QUILICI-GIGLI, Roma fuori le mura, Newton Compton, 1986, p. 67
G. SOZI, Montesacro. Antico e nuovo, Roma, 1994., pp. 81-83
(5)"Viene detto Maggiore per distinguerlo dal Minore che é in via Nomentana 222", F. MANCINELLI, Le
catacombe romane e l'origine del cristianesimo, Firenze, Scala, 1996, p. 44
(6) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA..., Via Salaria e via Nomentana, cit. p. 68-69
(7) G. SOZI, cit., pp. 17-24.
(8) Ivi, pp. 81-83
(9) COMUNE DI ROMA, Itinerari storici e ambientali circoscrizione per circoscrizione. Una passaggiata nel
teritorio della IV Circoscrizione, 1995 (?), pp. 18-19
(10) G. SOZI, cit, pp. 70 e 72
(11) COMUNE DI ROMA; cit, pp. 26-27
(12) G.SOZI,cit., p. 66
(13) S. QUILICI-GIGLI,cit., p. 240
(14) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA, via Salaria e via Nomentana, cit. , p. 60
(15) Ivi, pp. 58-60


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