Il marchese Giovanni Torlonia nel 1797 aveva acquistato dai Colonna una tenuta dove erano presenti un villino e un palazzetto. Tra il 1802 e il 1806 il Valadier fu incaricato di ristrutturare gli edifici. Il palazzetto fu modificato in un edificio a tre piani la cui facciata principale era posizionata nelle vicinanze della vigna. Successivamente l'edificio fu ristrutturato da Giovan Battista Caretti tra il 1835 e il 1842. L'entrata venne posta lungo la via Nomentana e sui lati vennero costruiti due porticati dorici. Il mondo antico e gli episodi mitologici furono gli elementi ispiratori di molte delle architetture e delle pitture e in particolar modo le vicende legate ad Alessandro Magno il cui nome richiamava quello di Alessandro Torlonia. In seguito furono costruti anche altri edifici come i templi di Minerva e Saturno, l'anfiteatro, la grotta delle ninfe, il laghetto e il teatro. Nel 1840 venne inagurata la villa e fu costruita la capanna svizzera che poi venne trasformata nella Casa delle Civette. Nel 1922 fu realizzato il villino Rosso e nel periodo tra il 1925 e il 1943 divenne la residenza privata di Benito Mussolini. Nel dopoguerra ospitò il comando alleato e nel 1960 la villa fu acquistata dal Comune che decise, nel 1978, di aprirla al pubblico. Lo stato di abbandono di alcuni edifici, come la Casa delle Civette, ma anche i continui e ripetuti atti vandalici sugli edifici, le statue e i giardini hanno richiesto l'urgente intervento di opere di restauro.



 

 

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