
Nel
1966 durante la costruzione di un edificio moderno è stata rinvenuta
un'area cimiteriale di età imperiale utilizzata dal I al IV secolo
d.C. La stuttura si colloca tra via Portuense e via Belluzzo.
Nei primi anni Ottanta gli scavi furono ripresi per recuperare e restaurare
le strutture esistenti. In tale occasione furono individauate almeno
cinque tombe del tipo a camera(A-E), di cui solo quattro visibili, ed
altre sepolture in sarcofagi o a fossa semplice.
La
più grande è la tomba di tipo A che fu utilizzata come
colombario, ma poi le nicchie furono distrutte per far posto alle sepolture
ad imumazione.
In questa tomba fu trovato un mosaico in cui sono raffigurate scene
di vendemmia ed episodi mitologici legati alla figura di Licurgo e Ambrosia.
Il suddetto mosaico fu sezionato per far posto ad un sepolcro collocabile
nel periodo dell'imperatore Clodio Albino (195-197 d.C. ) come si desume
dalla moneta ritrovata nel sepolcro . La tomba B si colloca in età
adrianea. Si tratta sostanzialmente di un piccolo colombario scavato
nel tufo e decorato con pitture che sono andate in gran parte perdute.
La tomba di tipo C si trova in pessime condizioni. La scala e l'ingresso
erano realizzati in laterizio mentre la tomba fu scavata nel tufo.
La tomba di tipo D è di tipo rettangolare e dopo essere stata
scavata nel tufo e pavimentata in cocciopesto fu utilizzata prima con
sepolture di tipo a colombario e poi ad inumazione. Durante gli scavi
furono scoperti quattro sarcofagi. Tra questi il più pregevole
è il sarcofago in marmo greco con motivi a strigile e con due
rappresentazioni, poste nei due tondi situati sui lati, del Sole e della
Luna. In questo sepolcro furono rinvenuti un braccialetto in gaietto
ed oro, due orecchini d'oro ed un'iscrizione funeraria ripetuta sui
due lati della lapide.
La tomba di tipo E, di forma rettangolare fu costruita in opus reticolatum
e in blocchetti di tufo.
Il pavimento
è in terra battuta e al centro è posta una vasca rettangolare
in laterizio. Attualmente la necropoli può essere visitata chiedendo
l'autorizzazione alla Sopraintendenza archeologica che concede l'accesso
entrando dal civico 317 della via Portuense (1).
(1)
Per questa necropoli cfr. AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA.ASSESSORATO
SPORT E TURISMO, Via Portuense e via Campana, Roma, Bonsigniori,1993,
pp. 24-26; "Forma urbis", anno I, n. 12, dicembre 1996 p.
21-22)