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1.Storia
La via Portuense fu costruita alla fine del I sec. d.C. e costituiva
un'importante arteria per ricollegare l'Urbe con la zona portuale. Dopo
il declino di Ostia e della via Ostiense l'arteria in questione continuò
ad essere utilizzata anche nel Medioevo. Sulla via Portuense non possediamo
sufficienti notizie per risalire al suo costruttore, ma sappiamo che
era lunga 19 miglia e che nelle vicinanze di questa strada si allacciava
la via Campana. Di quest'ultima sono stati trovati dei resti di basolato
nella zona posta tra via Portuense, via della Magliana e l'antica ferrovia
Roma Pisa.
2.L'itinerario
La strada inizia il suo tragitto da Porta Portese. Dall'antica Porta
Purtuensis uscivano la via Campana e la Portuense, ma questa Porta non
si è conservata e al suo posto fu edificata, in un'altra posizione,
l'attuale Porta Portese costruita per volontà di Urbano VIII
(1623-1644) e portata a termine da Innocenzo X (1644-1655) (1). Proseguendo
sulla Portuense esisteva nella zona della Stazione di Trastevere una
vasta necropoli in precedenza occupata da cave di tufo. In quest'area
rientra la catacomba di Ponziano sorta lungo la via Portuense nell'antico
sito denominato ursum pileatum. Venendo da viale Trastevere l'accesso
a quest'area cimiteriale avviene da via A. Poerio 55. In questa catacomba,
che ebbe il massimo utilizzo nel IV sec. d.C. furono martirizzati Abdon,
Candida, Milix, Pigmenio, Pollione, Sennen e Vincenzo. In questa necropoli
sono visibili affreschi che rappresentano Gesù ed episodi della
sua vita, gli otto apostoli, Noè e l'arca, il miracolo della
rupe, le stagioni, il Buon Pastore e le raffigurazione dei martiri Abdon,
Milix , Marcellino, Pietro, Pigmenio, Pollione, Sennen e Vincenzo. Proseguendo
sulla Portuense in via G. Ravizza, angolo via G. Caselli, fu rinvenuta
una tomba a camera realizzata nel tufo. Si tratta di una struttura con
volta botte e con pianta rettangolare. Nella tomba rispetto alle dimensioni
(m. 4,24 x m. 6,40) sono state trovate numerose sepolture ed elaborate
decorazioni pittoriche . Una necropoli di maggiori dimensioni è
stata rinvenuta nell'area tra via Portuense e via Belluzzo. Superata
quest'area cimiteriale giungiamo alla chiesa di S. Passera e più
oltre, in via delle Idrovore della Magliana 49 è visibile un
Mausoleo funerario posto nell'ex villa Ceccarelli non lontano dagli
stabilimenti Pischiutta. Nella zona posta tra l'attuale via della Magliana,
il monte delle Piche e la riva del Tevere esisteva il santuario della
dea Dia. Si trattava di un famoso luogo sacro i cui sacerdoti appartenenti
al collegio dei frates Arvales praticavano i riti legati alla tradizione
agreste: protezione dei terreni e cerimonie propiziatorie per ottenere
dei floridi raccolti. In epoca imperiale i sacerdoti praticarono riti
in favore degli imperatori. Nei pressi del santuario della dea Dia si
trovano le catacombe di Generosa poste nell'omonima strada. L'area cimiteriale
fu utilizzata a partire del III sec. a.C. Nel IV. sec. d.C., fu usata
anche dai cristiani e vi furono inumati martiri perseguitati da Diocleziano:
Beatrice, Faustino e Simplicio. In onore di quest'ultimi si decise,
forse per iniziativa di papa Damaso ( 366-388 d.C.), di erigere una
basilica che fosse posta nelle vicinanze dell'area cimiteriale. (2).
Proseguendo sulla via Portuense giungiamo alla necropoli dell'Isola
sacra. Dopo essere usciti dalla necropoli prendiamo via di Redipuglia;
nei pressi dell'antica fossa traiana gli archeologi hanno rinvenuto
una basilica che, sorta su un precedente edificio, era stata dedicata
al martire Ippolito. In seguito la chiesa, divenuta cattedrale di Porto,
venne incendiata dai Vandali nel 455 d. C. per poi essere ricostruita
da Leone III (795-816). La basilica era suddivisa in tre navate per
mezzo di due file costituite da undici colonne. Alla fine del IX secolo
furono traslate nella chiesa di S. Giovanni Calibita una parte delle
reliquie dei martiri Ercolano, Taurino ed Ippolito, ma i resti dei martiri
rimasero posti in un sarcofago posto sotto l'altare della basilica.
Nel XII secolo fu costruito il campanile della basilica che nel XVI
secolo fu riutilizzato come torre di avvistamento, mentre la basilica
era già in rovina e non era stata più ricostruita (3).
Lasciata via di Redipuglia ritorniamo in via dell'aeroporto di Fiumicino
e proseguiamo il nostro itinerario fino all'imbocco con la via Portuense
da dove un sentiero che si apre nella vegetazione, ci conduce al Portico
di Claudio. Di questa struttura si conservano ancora una serie di grandi
colonne logorate dall'incuria del tempo. Il Portico forse era incluso
negli edifici del contiguo Porto di Claudio da cui deriva il nome. Superata
questa zona giungiamo ai Magazzini traianei. Del complesso oggi ci restano
solo alcune strutture murarie perché nel corso della bonifica,
attuata dai Torlonia in epoca fascista, gran parte dell'edificio andò
distrutto. Da qui girando per un viadotto posto sulla destra raggiungiamo
la zona in cui era presente il molo con il limitrofo [faro] e più
avanti i Magazzini Severiani che dislocati in forma di una "L"
mostrano le poderose arcate che davano accesso alle stanze del magazzino.
La struttura si affaccia sul Porto di Traiano. Proseguendo verso Nord,
costeggiando lo specchio d'acqua, giungiamo alla terrazza di Traiano
e al contiguo Palazzo imperiale. Da questa zona costeggiamo il bacino
verso settentrione fino a vedere i resti delle mura costantiniane. Se
scendiamo verso destra, rispetto al Porto di Traiano incontriamo, in
direzione della via Portuense, la Villa dei Torlonia (attualmente Sforza
- Cesarini) dalla quale si può accedere al bacino esagonale e
all'oasi naturalistica. Usciti dalla villa e tornati sulla via Portuense
una strada ci conduce ai resti, in laterizio, del tempio di Portuno.
Proseguendo il nostro itinerario incontriamo, verso sud, una porta chiamata
arco di Santa Maria e non lontani da quest'ultima giungiamo all' Episcopio
da identificare, probabilmente, con il castellum. Si tratta di un edificio
costruito nel Medioevo, sui resti di una struttura romana, dove risiedeva
il funzionario (curator) che dirigeva e amministrava il porto. La costruzione
fu fortificata da papa Callisto II (1119-1124) e fu più volte
restaurata alla fine del XV secolo per volontà del cardinale
Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI (1492-1503), il cui stemma
è visibile su uno degli ingressi. (4) La via Portuense per un
lungo tratto fuori Roma costeggia la ferrovia e l'autostrada Roma-Fiumicino
e raggiunge anch'essa l'Aeroporto Intercontinentale Leonardo Da Vinci.
(1) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA. ASSESSORATO SPORT E TURISMO,
Via Portuense e via Campana, Roma, Bonsignori,1993, p. 16,
(2) Ivi, p. 44.
(3) Ivi, p. 68-73. S.QUILICI GIGLI, Roma fuori le mura, Roma, Newton
Compton, 1986, p. 47-48
(4) M.A. LOZZI BONAVENTURA, Abbazie Boschi Castelli, Roma, Ed. Iter,
1991, vol. 2, pp. 157-158
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Testi
del Dott. Mario Ierardi
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