Storia
Questa strada in origine si chiamava Gabina (per Gabii), poi Prenestina (perché portava a Praeneste),ma sappiamo, secondo l'Itinerarium Antonini che proseguiva fino alla statio Sub Anagnia (1). La strada da Palestrina consentiva l'accesso alle strade che conducevano verso la Campania in un periodo anteriore alla costruzione della via Appia e Latina.. La strada risale all'epoca repubblicana e fu probabilmente restaurata nel II secolo a.C. ed in epoca imperiale (2).

Itinerario
La Via Prenestina nel primo tratto era unita alla via Labicana, ma poi uscite dalla Porta Esquilina delle mure Serviane (Arco di Gallieno), le due strade si separavano prima di Porta Maggiore.
Il nostro itinerario inizia da [Porta Maggiore] o Porta Prenestina, che si caratterizza per il contiguo sepolcro di Eurisace e per il fatto che sopra passava l'Aqua Claudia e l'Anio Novus. Dal civico 7 della via Prenestina si può accedere ad una basilica neopitagorica e giunti nei pressi di piazzale Prenestino possiamo vedere i resti del mausoleo denominato il Torrione. Proseguendo sulla via Prenestina nei pressi di Largo Preneste sono visibili, all'interno di un parco pubblico, i resti di un altro mausoleo. Ripreso il nostro itinerario giungiamo al [parco dei Gordiani] dove possiamo ammirare i resti di una cisterna, della Sala ottagonale, la basilica e il famoso mausoleo rotondo di Tor de' Schiavi. Lungo il lato destro della Prenestina si estende l'acquedotto Alessandrino, che fu realizzato sotto l'imperatore Alessandro Severo (222-235 d.C.) (3). Proseguendo sulla consolare in località Casa Rossa sono visibili i resti di un sepolcro che risale probabilmente all'epoca antonina. Giunti al Km 9,50 ci troviamo in località Tor Tre Teste che deriva il nome dalla presenza di un rilievo sepolcrale che si trova murato nei pressi della chiesa del XVIII secolo, dove sono raffigurati tre personaggi. Contigua alla chiesa è visibile la torre medioevale che si presenta, purtroppo, in cattivo stato di conservazione. Giunti al Km 10, 8 si perviene al sepolcreto di Colle della Mentuccia, dove furono rinvenute una decina di tombe di tipo a fossa ed una di tipo a camera. Giunti al sito di torre Angela Nuova non possiamo più vedere l'antica torre medioevale distrutta a seguito della crescita dell'edificato moderno. Tuttavia nella tenuta di Torre Angela Vecchia possiamo ancora vedere alcuni tratti dell'acquedotto alessandrino ed un casale che fu costruito riutilizzando un edificio medioevale. Giunti al Km 13,9 troviamo i resti di una cisterna che fu probabilmente costruita sotto l'imperatore Adriano (3). Dopo 500 m. giungiamo al [ponte di Nona]. Proseguendo sulla via Prenestina in località [Osteria dell'Osa] sono state trovate circa 600 tombe collocabili tra il IX e il VII secolo a.C. Superata questa zona e giunti al XII miglio della via Prenestina una strada ci conduce ai resti dell'antica [Gabii]. Superata questa zona sono visibili lunghi tratti della Prenestina antica e nella zona tra Zagarolo e S. Maria di Cavamonte è visibile un piccolo anfiteatro. Proseguendo sulla consolare giungiamo al bivio per Palestrina (via Pedimontana) e per Gallicano. Presa la via Pedimontana , dopo più di 2 Km possiamo vedere, sulla sinistra, i resti di un sepolcro e più avanti i resti di una cisterna (km 6, 1) e i resti in opus latericium del sepolcro denominato Torre Frocina (km 6, 8). Brevi resti di basolato romano sono visibili al Km 5 e un tratto più lungo dopo il Km 5, 5. Proseguendo oltre sono scarsamente visibili, perché interrati, i resti del ponte Sardone che precede la città di [Palestrina (Praeneste)]. Tornando indietro e prendendo la strada per Gallicano possiamo vedere i resti di [quattro ponti]: ponte Lupo, ponte della Mola, ponte S. Pietro e Ponte S. Antonio. Questi quattro ponti in realtà furono costruiti per consentire l'attraversamento degli acquedotti lungo i tratti dell'Aniene. Sul ponte della Mola passava l'Anio Vetus, sul ponte S. Antonio passava l'Anio Novus, sul Ponte Lupo e S. Pietro passava l'Aqua Marcia.

(1) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA, via Prenestina, Roma, Bonsignori, 1993, vol. 4. , p. 10
(2) L.QUILICI, Le strade. Viabilità tra Roma e Lazio, Roma, Quasar, 1990 (volume 12° della collana promossa dal Museo della civiltà Romana), p. 59
(3) F.COARELLI, Italia Centrale, Roma-Bari, Laterza, 1985, p. 247. Le sorgenti dell'Acquedotto Alessandrino si trovavano nei pressi del XIV miglio della via Prenestina, nelle vicinanze del colle di Sasolello e non lontani dal paese di Colonna. L'acquedotto costeggiava la via Prenestina ed entrava in città a Porta Maggiore per poi terminare il suo percorso al Campo Marzio: Il nucleo interno dell'acquedotto era in opera cementizia, mentre la parte esterna era in laterizio. Fu restaurato da Diocleziano e da papa Adriano I. Per quest'ultimi aspetti cfr. R.STACCIOLI, Gli acquedotti di Roma Antica, Roma, Newton & Compton, 1996, p. 56
(4) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA, cit., pp. 38 e 40


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Testi del Dott. Mario Ierardi

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