Le origini
I primi nuclei abitativi si trovano ai tempi di Nerone e quando vi giunse S. Benedetto gli abitanti già seguivano la religione cristiana. Vi era già una chiesa parrocchiale era dedicata probabilmente a S. Lorenzo e il suo parroco si chiamava Fiorenzo.
Il periodo benedettino.
S. Benedetto nacque nel territorio di Norcia verso il 480. A Subiaco visse per tre anni da eremita nello Speco e solo Dio e il monaco Romano Sapevano che si trovava in quel posto. Romano gli calava i viveri con una lunga corda. Uscito dalla solitudine dell'eremitaggio il monaco si reco con altri suoi discepoli in un locale ancora integro della villa neroniana dove fondò il monastero di S. Clemente. In questo luogo il Santo rimase per circa venti anni e proprio in questi luoghi il Santo iniziò a stabilire i principi della Regola monastica benedettina. Con l'arrivo di numerosi discepoli si formarono altri 12 nuovi monasteri più piccoli. Questi nuovi monasteri facevano sempre campo a S. Benedetto e si trovavano tutti nella Valle Neroniana o meglio dire nella Valle Santa. Per l'invidia e gli asti ricevuti da Fiorenzo, il parroco di S. Lorenzo, S. Benedetto fu costretto ad emigrare a Cassino nel 529. A [Cassino] il Santo rimase per circa 18 anni, convertì l epopolazioni vicine , isituì il famoso cenobio e redasse l'edizione definitiva della Regola.. Morì il 21 marzo quando probabilmente correva l'anno 547. (1)
Dopo S. Benedetto.
Con la morte del Santo il numero di 13 monasteri si ridusse e lo Speco malgrado non rientrasse in questo numero era considerato un Santuario di grande importanza, un luogo di preghiera e di miracoli. Durante il secolo IX tutta la regione dove erano presenti i monasteri benedettini fu invasa dalle schiere dei saraceni. I monaci si ritiravano per poi rientrare quando si erano calmate le acque. Nel secolo successivo sappiamo che l' Abbazia di S. Scolastica era cresciuta d'importanza e controllava tutti i territori limitrofi. Anche le opere di costruzione avevano conosciuto un rapido sviluppo con i lavori compiuti al Sacro Speco e a Santa Scolastica per opera di Giovanni V (1069-1121) e dell'abate Umberto (1050-1069). I lavori proseguirono con ,maggiore alacrità tra il 1200 e il 1300.

La visita al Sacro Speco
Il santuario si colloca su una roccia a strapiombo e al suo interno si trovano due chiese sovrapposte e svariate cappelle, scale e pareti affrescate. All'entrata incontriamo una croce a mosaico (sec. XIII). Superata una galleria traviamo una porta al di sopra delle quale si trova una Madonna con il bambino realizzata da scuola umbra (sec. XV): In seguito giungiamo alla sala del Capitolo Vecchio dove troviamo i dipinti della scuola del Perugino che raffigurano il Salvatore e i quattro evangelisti (sec. XVI). Proseguendo nel nostro itinerario giungiamo alla Chiesa superiore dove anche qui troviamo delle mirabili pitture della scuola senese che rappresentano vari episodi della vita e della passione di Cristo. Nella chiesa troviamo , inoltre, anche altre raffigurazioni : i quattro grandi dottori della Chiesa latina (nelle vele della volta), 24 angeli (costoloni), i Profeti (nel sottoarco). Giunti alla seconda parte della chiesa superiore, dove le volte sono più basse, possiamo vedere alcuni dipinti della scuola umbro-marchigiana che risalgono ai principi del sec. XV. Sono visibili S. Benedetto in abiti pontificali e l'attentato dei moncai di Vicovaro.
Giunti alla Chiesa inferiore troviamo un pittura in stile bizantineggiante che raffigura Innocenzo III una piccola abside nelle vicinanze possiamo vedere la bellissima madonna con il bambino collocata tra due angeli. Si tratta di un'opera del Conxolus e risale al sec XIII . Altre opere de Conxolus presenti allo Speco sono relative alla vita di S Benedetto: il prodigio di Affile, l'incontro con S. Romano, il ritiro nella grotta, il miracolo del Goto, il Miracolo di S. Placido (sulla porta del coro), S. Romano che cala il cibo a S. Benedetto, il tentativo di avvelenare S. Benedetto con un pane (vicino alla finestra).
Superata la chiesa inferiore giungiamo alla Santa grotta (Sacro speco) dove S. Benedetto visse per tre anni in condizione di estrema durezza. Solo Dio e S. Romano sapevano che S. Benedetto si era ritirato in questa grotta. S. Romano aiuterà il Santo calandogli con una cesta alcuni viveri che aveva sottratto al suo alimento. Nella grotta troviamo un altare in opera cosmatesca (sec. XIII e la statua del Santo in sembianze giovanili. Si tratta di un'opera del Raggi (1657) che fu un discepolo del Bernini.
Superata la chiesa inferiore perveniamo alla Cappella di S. Gregorio. Qui troviamo importanti pitture come quella che raffigura S. Francesco (sec. XIII) e il vescovo di Ostia (il futuro Gregorio IX)

La visita a Santa Scolastica
Le prime testimonianze certe su S. Scolastica risalgono al Liber Pontificali dove si apprende che papa Leone IV (847-855) donò gli arredi usati nei riti liturgici al monastero "dei Santi Benedetto, Silvestro e Scolastica, che prende il nome di Subiaco"
La facciata del monastero fu distrutta durante i bombardamenti avvenuti alla fine della seconda guerra mondiale (23 maggio 1944) ed è stata ricostruita per opra dell'Arch. R. Perrotti.
Nel monastero troviamo il Primo Chiostro (risale al 1580 e in parte distrutto nel bombardamento del 1944 per poi essere ricostruito), il Chiostro Gotico (risale forse al sec. XIII), Il Chiostro Cosmatesco (importanti le pitture del sec. XIV poste nelle vicinanze), il Campanile (costruito tra il 1052-1053 risulta il campanile più antico dell'Italia centrale), la Chiesa di S. Scolastica (costruita da G. Quarenghi su modelli neoclassici venne consacrata nel 1776. Nella chiesa si notano pitture e affreschi del sec. XV alcuni dei quali sono stati, purtroppo, mal restaurati) e l'Archivio-biblioteca (la prima tipografia italiana fu costruita a S. Scolastica e in questa biblioteca si conservano più di 100.000 volumi e tra questi alcuni importanti manoscritti come il "De Civitate Dei" di S. Agostino e il testo de Lattanzio "De divinis institutionibus") e il museo (conserva materiali relativi alle collezione di paletnologia di L . Caselli, alcuni capitelli ritrovati nella villa di Nerone e i sarcofagi ritrovati nelle aree circostanti)

( 1) Per questa sezione su Subiaco e il sacro Speco ci siamo avvalsi delle guide vendute sul posto:
Il Sacro Speco.Il Sacro Speco e il Monastero di S. Scolastica. Guida artistica per la visita dei Monasteri a cura dei PP. Benedettini di Subiaco, Subiaco, Errebigrafica, 1997, passim ; L'Abbazia di S. Scolastica. Guida strorico-artistica a cura dei PP. Benedettini, Subiaco, Edizioni Monastero di S. Scolastica, 199(?), passim.

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