< Via Tiburtina, la storia.

Premessa
Il nome della città deriva da Tibur (Tivoli) e la strada congiungeva questa città con Roma. Nel 304 a.C. il console P. Sempronio Sofo conduce una campagna contro Equi e come conseguenza furono dedotte due nuove colonie: Alba Fucens (Massa d'Albe) sul Fucino e Carseoli (Carsoli) vicina al territorio dei Marsi, per cui si rese necessario, per iniziativa di un magistrato che apparteneva alla gens Valeria, prolungare la via Tiburtina, che in quel nuovo tratto diventa Tiburtina-Valeria, fino al territorio dei Marsi.
Nell'ambito della Tiburtina Valeria si distaccano due altri importanti vie: 1) la via Empolitana, che da Tivoli porta a Ciciliano, Bellegra e Olevano; 2) la via Sublacense, voluta da Nerone per accedere alla sua villa di Subiaco.

Introduzione
La via iniziava il suo itinerario dalla [Porta Tibutina] o Porta S. Lorenzo, situata tra via di Porta Tiburtina e Via Tiburtina antica . Superata la porta giungiamo al complesso di S. Lorenzo fuori le mura. La chiesa, contigua al vicino cimitero del Verano, fu dedicata a S. Lorenzo che fu martirizzato nella persecuzione del 258 d.C.
Proseguendo sulla via Tiburtina ci inoltriamo su via Palmiro Togliatti per circa 80 m.; sul lato sinistro una scalinata discende verso via degli Alberini dove possiamo vedere i resti dell'antico Ponte Mammolo posti alla base di un ponte moderno. Ritornati indietro riprendiamo la via Tiburtina per giungere all'attuale Ponte Mammolo costruito nel 1871. Superato il ponte sulla destra prendiamo via di Ponte Mammolo dalla quale, dopo circa 100m., possiamo vedere i resti di alcune cave. Ritornati sulla Tiburtina, superiamo la stazione metro Rebibbia e il bivio che ci porta a S.Basilio, per giungere a vedere un tratto di basolato romano posto sul versante destro della via Tiburtina. Superato il raccordo anulare giungiamo a [Settecamini], alle [Acque Albule (Km 22, 5)], e poco più avanti, sulla sinistra, ai resti di un mausoleo. Proseguendo sulla via Tiburtina possiamo vedere, sui due versanti la zona delle [cave di Travertino]. Una di queste cave, poste sulla destra, risale al 1939 come si può desumere da un'iscrizione posta all'entrata dell'industria estrattiva, ma sappiamo che tutta la zona era utilizzata già in epoca romana. Dopo circa 200 m. dalle cave, nei pressi di un mobilificio (Km. 26), imbocchiamo una strada sulla destra che ci porta dopo circa 150 m al [ponte Lucano e al contiguo mausoleo dei Plautii]. Ritornati indietro sulla Tiburtina giungiamo sulla sinistra a via di Villa Adriana una strada, che dopo circa 1 Km, ci porta all'entrata di [villa Adriana.] Ripresa la Tiburtina una strada sulla destra, posta alla pendici del colle, ci porta ai resti della [villa di Cassio] (Km 29,500) e alla contigua villa di Bruto . Giungiamo, infine, al comune di Tivoli dove possiamo ammirare la splendida [villa d'Este] e i resti archeologici posti sull'acropoli e ai resti romani della villa di Manlio Vopisco , posti dentro la villa Gregoriana, da cui percorrendo via Quintilio Varo possiamo giungere alla [villa di Orazio] sulla quale sorse un convento . Alcuni resti, ma poco significativi, di un'altra villa romana (villa di Cinzia) , sono visibili alle pendici del Colle Quintiliolo (Bon, p. 66). Superato Tivoli si prende la via Valeria e dopo esserci inoltrati oltre il colle Vescovio possiamo intravedere alcuni monumenti funerari tra i quali menzioniamo quello circolare su base quadrata posto al Km 39 e quello di C. Moenius Bassus costituito da un basamento con sovrastante struttura quadrata (Km. 42, 3). Superato Vicovaro (Vicus Varia) prendiamo la via Licinese dalla quale prendiamo, poi, una strada non asfaltata che ci conduce alla [villa di Orazio] situata in località Vigne S.Pietro . Ritornati sulla Tiburtina-Valeria ci dirigiamo verso i paesi che erano sotto la dipendenza dell'abbazia benedettina di Subiaco: giungiamo ad [Arsoli] il cui nucleo originario del paese si sviluppa intorno al castello, e più oltre a [Cervara di Roma]. Proseguendo sulla Tiburtina-Valeria incontriamo la [Villa di Nerone] e più avanti giungiamo alla vista di uno splendido ponte trecentesco di S. Francesco che precede [Subiaco] dove possiamo ammirare il Sacro Speco dove S. Benedetto dimorò per tre anni e l'abbazia di S. Scolastica che costituisce uno dei 13 monasteri fondati nella regione sublacense da S. Benedetto. Lasciata Subiaco possiamo dirigerci verso [Arcinazzo] per vedere la villa di Traiano e verso [Trevi (Treba)] dove possiamo trovare numerosi resti di epoca romana (due templi, un ponte e due tombe). Lasciata Trevi torniamo indietro per dirigerci verso Roiate, Olevano, Bellegra e Ciciliano dove troviamo resti di mura che fortificavano le città. Alcuni studiosi identificano l'antico sito di Trebula Suffenas con Ciciliano, altri con Rocca Sinibalda (in territorio sabino). Se seguiamo la tesi tiburtina Trebula Suffenas (Ciciliano) sarebbe stata una di quelle antiche città che ebbero un ruolo rilevante nel corso delle lotte fra Romani ed Equi . Giunti al Passo della Fortuna prendiamo la via Empolitana che conduce fino a Tivoli. Lungo la strada ci sono resti di numerose ville (al Km 11, 8 e al Km 8), ma anche di acquedotti (Anio Novus, Anio Vetus, Aqua Marcia).

[S. Lorenzo]
Nel luogo della basilica esisteva già un antico cimitero. La chiesa fu voluta da Costantino per onorare S. Lorenzo che fu martirizzato nel 258. d.C.


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Testi del Dott. Mario Ierardi

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