L'antico ""Vicus Variae" si distende su di un dosso a destra dell'Aniene, al limite del Parco dei Monti Lucretili. Si ritiene che Vicovaro sorga sul sito della città equa di Varia che, conquistata dai romani, fu ascritta alla tribù Camilla.
Il nome di Vicus Variae compare nelle cronache delle scorrerie dei longobardi nel VI secolo; tra il IX e il X secolo fu devastata dai saraceni. Dopo un lungo periodo di abbandono, risorse nel XII secolo sotto gli Orsini, che la fortificarono rendendola inespugnabile e fecero costruire importanti edifici. Tornata alla Chiesa nel 1557, rientrò in possesso degli Orsini per un breve periodo finché, nel 1672, fu ceduta ai conti Bolognetti.
Notevole il patrimonio artistico ed archeologico: dell'età romana, ricordiamo le porte d'accesso al paese e resti di mura risalenti al III secolo a. C., nonché il monumento sepolcrale a Caio Menio Basso, al km 42,300 della Tiburtina. Anche la chiesa di S. Antonio Abate, eretta nel '400 nei pressi dei resti di un ponte romano, presenta nel portico colonne del I secolo d. C. provenienti da ville romane.
Il borgo antico conserva l'impianto medievale; vi sorgono le chiese di S. Salvatore, con un notevole arco aragonese in travertino, e di S. Sabino, sconsacrata, eretta sugli avanzi di una casa romana.
Ma il vero gioiello di Vicovaro è il tempietto ottagonale di S. Giacomo, iniziato nel 1454 da Domenico di Capodistria in stile tardo gotico e completato nella parte superiore da Giovanni Dalmata verso la fine del '400, in stile rinascimentale; presenta una facciata dalla ricca decorazione scultorea.
Citiamo ancora la parrocchiale di S. Pietro, barocca, e il vicino palazzo Cenci-Bolognetti, del '700, che conserva parte dell'antica cinta muraria.
Fuori dal paese, ci attende uno dei luoghi più suggestivi della zona: il complesso conventuale di S. Cosimato, tutto aggrappato ad una rupe a picco sull'Aniene perforata da varie grotte e dai cunicoli degli acquedotti Marcio e Claudio. Vi si trovano le grotte di S. Benedetto, che qui dimorò circa tre anni e, secondo il racconto di S. Gregorio, sfuggì ad un tentativo di avvelenamento.
Il complesso monastico si sviluppò a partire da un cenobio dedicato ai SS Cosma e Damiano eretto da alcuni eremiti nel VI secolo. Fu più volte distrutto e ricostruito; conserva opere pittoriche di varie epoche.
Numerose le manifestazioni che si svolgono durante l'anno. Ne citiamo le principali: la rievocazione storica della Passione, il Venerdì Santo, l'Infiorata del Corpus Domini, i festeggiamenti in onore di Maria SS. Avvocata Nostra, e gli eventi gastronomici dedicati alla rinomata pagnotta di Vicovaro e al vino che, insieme al miele, alla carne bovina e ai dolci, rappresenta i prodotti tipici che offre questo territorio.

Vi consigliamo anche i seguenti itinerari:

Roccagiovine - Percile

Sambuci - Saracinesco



 

Informazioni utili

Comune
tel. 0774/498002
Proloco
tel. 0774/496387

Da Roma: si percorre la via Tiburtina fino ad incontrare il paese. In autostrada: dalla A24 Roma - L'Aquila, si esce al casello di Vicovaro - Mandela e si torna brevemente verso Roma, fino ad arrivare a Vicovaro.

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