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Il mausoleo si rintraccia anche nella pianta del 1547 di Eufrosino della
Volpaia dove si intravede che era posto tra la via Labicana e la via Latina.
Per spiegare il toponimo del luogo: "Monte del Grano" esistono
due diverse versioni. In epoca medioevale il mausoleo fu spogliato dei
sui marmi che lo rivestivano all'esterno e alla sua sommità fu
costruita una torre che venne più volte restaurata, ma poi crollò
nel 1900 a seguito di un fulmine. La torre era di forma quadrangolare
ed era strutturata su quattro piani e alla sua sommità aveva una
merlatura di tipo ghibellino. In una foto di fine Ottocento si può
ancora vedere la torre, il mausoleo e la campagna romana circostante.
La datazione del monumento risulta di ardua collocazione. Sono stati rinvenuti
alcuni bolli laterizi che risalgono all'epoca di Adriano (117-138), ma
se si osserva la tecnica laterizia la collocazione si colloca in un'epoca
non di molto posteriore. La scoperta, inoltre, al suo interno di un sarcofago
attribuito secondo alcuni ad Alessandro Severo e Mammea lo farebbero collocare
in un'epoca più recente (III secolo d.C.). Tuttavia l'attribuzione
del suddetto sarcofago ad Alessandro Severo e alla moglie Mammea non appare
certa, come anche il fatto che al suo interno venne rinvenuto il famoso
vaso di Portland (British Museum). Il mausoleo e il sarcofago sono documentati
anche dai disegni del Piranesi. Sul sarcofago in particolare sono rappresentati
episodi riguardanti la vita di Achille. Sono stati identificati oltre
ad Achille altri personaggi: Deidamia, Agamennone, Licomede, Ulisse. Per
quanto riguarda il tipo di lavorazione si tratta di un sarcofago realizzato
in marmo greco ed appartiene alla produzione di quelle officine che nell'età
di Adriano riconoscono una rinascita del classicismo, non disdegnando
i temi mitologici come in questo caso. (1)
(1) Per questi aspetti si consiglia di vedere l'opuscoletto che costituisce
un supplemento della rivista "Forma Urbis": A. DANTI, Il mausoleo
di Monte del Grano, Roma, Etitorial Service System, settembre 1998, n.
9, passim
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