
Si
distende su un colle tufaceo, nel territorio dei Colli Albani, attorniato
da boschi, vigneti e oliveti.
Il toponimo deriva probabilmente dalla sua posizione, su un monte in
prossimità di un incrocio di strade (le vie Latina e Labicana),
in latino compitum.
Secondo una leggenda, Montecompatri deve la sua origine a dei profughi
cretesi guidati da Glauco, un figlio di Minosse. Livio racconta che
questo insediamento fu distrutto dai Romani nel 418 a. C. La nuova città
fu costruita nei pressi della stazione di posta Ad Quintas; rasa al
suolo dai saraceni, venne riedificata sul monte con il nome di Castrum
Montis Compatris.
Fu feudo dei conti Tuscolani, degli Annibaldi, dei Colonna e dei Borghese.
Ad accogliere i visitatori, un'elegante fontana che reca sulla sua sommità
la statua in bronzo del Genio alato: nelle sue mani, la corda di una
miccia e un piccone, a ricordo dei minatori che scavarono, sul finire
dell'Ottocento, la galleria dell'acquedotto.
Il Duomo, dedicato a S. Maria Assunta, risale al 1633; nel 1876 fu ampliata
su progetto di Luca Carimini. L'interno custodisce alcuni pregevoli
dipinti del XVI secolo.
A poca distanza dal paese, in posizione dominante sorgono la Chiesa
e il Convento di S. Silvestro; il complesso fu affidato ai Carmelitani
Scalzi nel 1604 da papa Clemente VIII. La sua origine è però
molto più antica: vi sorgeva un santuario dedicato al culto di
S. Silvestro. Nel XV secolo venne eretta la chiesa, a cui fu poi annesso
il convento; uno dei suoi priori, Marco Girolamo Vida, all'inizio del
'500 vi compose la "Christias". La chiesa, trasformata in
sala capitolare, è oggi utilizzata come pinacoteca, ed ospita
opere soprattutto di scuola caravaggesca.
Merita un cenno anche la vicina chiesetta della Madonna del Castagno,
sorta nel 1605 per permettere ai fedeli di rendere omaggio ad una tavola
rinascimentale raffigurante la Vergine, in precedenza situata nel convento
di clausura. Il dipinto, posto su un ceppo di castagno, era protetto
da una costruzione in legno, che fu sostituita nel 1675 da una cappella
in muratura.
A Montecompatri nacquero il pittore Filippo Luzi (1665 - 1722) e il
sacerdote, filosofo e filologo Marco Mastrofini (1763 - 1845).
Ricco il calendario degli eventi monticiani: si inizia con la festa
in onore di S. Antonio Abate, a gennaio, per proseguire il 1° maggio,
giorno riservato alla Fiera. Da giugno a settembre, vi aspetta una lunga
Estate monticiana, traboccante di spettacoli, banchetti, rievocazioni
in costume; il 15 agosto si svolge "La sfida dei borghi",
che vede i 5 borghi di Montecompatri mostrare la loro abilità
nel tiro con l'arco. Settembre inizia con i festeggiamenti dedicati
alla Madonna del Castagno; l'ultima suggestione dell'anno ci viene offerta
dalla mostra dei Presepi in cantina, durante le festività natalizie.
I prodotti dell'enogastronomia locale sono ben rappresentati dall'olio,
dalla porchetta dei Castelli e dalle "coppiette" di carne
equina deliziosamente speziata e lasciata essiccare, dalle castagne,
dai dolci tipici come le ciambelle al vino e il pangiallo, magari accompagnati
dall'ottimo vino D.O.C. Montecompatri Colonna.

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Informazioni
utili
Comune
tel. 06/947801
e-mail: Montecompatri@microelettra.it
Da
Roma: si percorre la via Tuscolana fino a Frascati, dove si prosegue
sulla SS 216 che, superato Monte Porzio Catone, arriva a Montecompatri.
In autostrada: dalla A2 Roma - Napoli, si esce al casello di Monte Porzio
Catone, da dove si raggiunge la SS 216 che porta al paese.
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