L'antico
"Monte Porculo" sorge su un panoramico poggio dei Colli Albani,
in un territorio frequentato già dai Romani che vi eressero diverse
ville; nelle vicinanze dell'odierna Villa Lucidi, edificata su un preesistente
edificio appartenuto, pare, a Vinicio Corinzio, furono ritrovate varie
sculture, tra cui una statua rappresentante Leda con il cigno, oggi
nel Museo di Villa Borghese.
Le prime notizie certe risalgono al 1068 secolo, quando Gregorio III,
conte di Tuscolo, concesse ai Benedettini di Montecassino la chiesa
di S. Antonino; nell'XI secolo fu feudo dei conti di Tuscolo. Appartenne
poi al Monastero di S. Paolo, finché Bonifacio IX, nel 1400,
donò Monteporzio a Tebaldo Annibaldi per utilizzarlo nelle lotte
contro i Colonna, che segnarono un periodo di distruzione e desolazione
per il paese e i suoi abitanti. La sua rifioritura iniziò sul
finire del XVI secolo, quando passò agli Altemps e, dopo breve
tempo, ai Borghese.
Dal seicentesco Palazzo Borghese si accede al caratteristico nucleo
antico, in cui spicca il grandioso Duomo di S. Gregorio Magno, fatto
edificare alla fine del '500 da papa Gregorio XIII e ricostruito nel
1666 su progetto dell'architetto Rainaldi. Al suo interno, sono custodite
tele del Borgognoni, di Ciro Ferri e del Brandi.
Il centro storico ospita anche il Museo Diffuso del Vino, che ha sede
in vari spazi lungo via Vittorio Emanuele II, dove il visitatore può
avventurarsi nella scoperta delle varie fasi che riguardano la produzione
vinicola, grazie anche all'ausilio di postazioni multimediali.
Merita una visita anche la chiesa di S. Antonio Martire, che conserva
al suo interno un affresco raffigurante il santo, forse del X secolo,
e gli affreschi parietali di S. Rocco e S. Antonio Abate, da alcuni
ritenuti della scuola del Domenichino.
Fuori dall'abitato, la maestosa Villa Mondragone, fatta costruire dal
cardinale Marco Altemps nel 1575 su progetto di Martino Longhi in onore
di papa Gregorio XIII. L'origine del nome fa riferimento al drago presente
nello stemma dei Boncompagni, casata a cui apparteneva il pontefice.
Qui, nel Salone degli Svizzeri, Gregorio XIII firmò il decreto
che sanciva la modifica del calendario giuliano, allora in vigore, stabilendo
che un anno su quattro fosse considerato bisestile.
Nel 1613 fu comprata dai Borghese che ne decisero l'ampliamento; oggi
è di proprietà della seconda Università di Roma.
Segnaliamo ancora l'Osservatorio Astronomico e, sulla strada per Tuscolo,
il sobrio Eremo di Camaldoli, visitabile solo dagli uomini.
La manifestazione di maggior rilievo è la suggestiva processione
dedicata a S. Antonino, patrono di Monte Porzio, che si svolge il 2
settembre.
Tra i prodotti tipici del territorio, spicca il vino D.O.C.; sono apprezzate
anche le gustose albicocche "a cuore".
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Informazioni
utili
Comune
tel. 06/942831
Proloco
tel. 06/9447796
Da
Roma: si segue la via Tuscolana fino a Frascati, da dove si prende
la SS 216 che porta a Monte Porzio Catone. In autostrada: dalla A2 Roma
- Napoli, si esce al casello di Monte Porzio Catone e si prosegue verso
il paese.
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