Storia
La via Tuscolana non è una strada romana, ma le sue origini risalgono all'epoca medioevale quando furono unificati antichi tracciati che erano spezzati. La strada deriva il suo nome dal fatto che anticamente si dirigeva a Tuscolo, città che fu distrutta nel 1191. Attualmente la strada si dirige a Frascati e nel suo itinerario ha sostituito le funzioni esercitate dalla antica via Latina che collegava Roma e i Colli. (1)

Itinerario

Usciti da Porta S. Giovanni e presa la via Tuscolana si incontrano [due colombari] che sono ben conservati e che si trovano nella zona di via Taranto. Giunti nel quartiere di Porta Furba possiamo vedere i resti dell'acquedotto Claudio, posto ad un livello sottostante all'acquedotto Felice di Sisto V. Sulla Porta, di tipo ad arco trionfale, che dà nome al quartiere l'acquedotto papalino superava la Tuscolana. Proseguendo sulla via Tuscolana possiamo giungere a via Monte del Grano dove è possibile vedere [il mausoleo] del II-III secolo d.C da cui la strada prende il nome. Dalla Tuscolana prendiamo via del Quadraro e poi via Lemonia per vedere i resti non facilmente individuabili della villa delle Vignacce. Da questa zona possiamo prendere viale di Roma vecchia per giungere al Casale di Roma vecchia (XIII secolo) che sorge sul percorso dell'antica via Latina e su parte delle rovine della grandiosa ed estesa villa dei Sette Bassi.
Oltre il Casale si può vedere un lungo tratto dell'acquedotto Claudio e alcuni resti dell'acquedotto Marcio sul quale, alla fine della repubblica, furono sovrapposti l'acqua Tepulea e l'acqua Iulia. (2)
Ritornati sulla Tuscolana possiamo dirigerci alla [villa dei Sette Bassi], accessibile anche da via delle Capannelle, che fu costruita in diverse fasi sotto Antonino Pio (138-160 d.C) (3).
Ripresa la Tuscolana possiamo incontrare prima del Raccordo Anulare i resti di una cisterna romana del III secolo e un colombario in laterizio del II secolo d.C. Superato il Raccordo incontriamo Tor di Mezzavia che sorse nel XIII secolo sulle strutture di una villa romana. Dopo aver preso via Anagnina, una stradina ci porta al casale di Gregna nei cui pressi si trova una cisterna e un sepolcro romano. Ritornati sulla via Anagnina giungiamo a [Casal Morena] che sorge sui resti delle strutture di una grande villa romana (4).
Non lontano dal Casale si trovano i resti della villa dei Centroni che si pone tra la fine della repubblica e il primo impero. La villa, forse di proprietà dei Cecili, presenta dei terrazzamenti e un'ampia piscina.
Ripresa la Via Anagnina dobbiamo notare che in questa zona la strada moderna coincide in gran parte con la via Latina antica.
Proseguendo sulla strada notiamo nei pressi della zona dove vi era la stazione di posta Ad Decimum, i resti di un omonimo complesso cimiteriale che si snoda attraverso due gallerie.
Da questa zona possiamo proseguire sulla via Latina antica per giungere ai resti della villa di Opimiano costruita tra la fine dell'età repubblicana e il primo impero. La villa si presenta con una zona frontale strutturata su terrazze e con delle stanze coperte con volte a botte.
Ripresa la via Anagnina arriviamo a [Grottaferrata] e più avanti prendendo una strada che si snoda sulla sinistra giungiamo a [Frascati]. Nei dintorni di quest'ultima località sorgevano numerose ville romane tra cui la più famosa è quella di Cicerone il cui luogo non è stato ancora identificato con certezza, la villa attribuita all'imperatore Tiberio e la villa della nipote dell'imperatore Traiano (Matidia Augusta).
Da Frascati prendendo la Tuscolana possiamo andare a vedere il grandioso mausoleo circolare denominato Torrione di Micara e più avanti il casale della Barcaccia dal quale possiamo giungere a vedere i resti di una villa del tardo impero (5).
Ritornati indietro verso Frascati possiamo dirigerci verso Tuscolo, la città che diede i natali a Catone il Vecchio.


(1) S. QUILICI GIGLI, Roma fuori le mura, Roma, Newton & Compton, 1986,
p.141
(2) V. CASTELLANI, Gli acquedotti dell'Appio Tuscolano, in "Forma Urbis",
anno III, n. 2, febbraio 1998, p. 23-27.
L'acquedotto Claudio fu iniziato da Caligola nel 38 d.C. e terminato da
Claudio intorno al 52. L'acquedotto Marcio fu iniziato nel 144 a.C. dal
pretore Quinto Marcio Re. Per queste notizie cfr. R.A. STACCIOLI, Gli
acquedotti di Roma antica, Roma, Newton & Compton, 1996, pp. 31 e 42.
(3) AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROMA-ASSESSORATO SPORT E TURISMO, via
Latina, Roma, Bonsignori, 1993, pp. 52-62
(4) S.QUILICI GIGLI, cit., pp 154
(5) Ivi, p. 161


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Testi del Dott. Mario Ierardi

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